palazzo Sanchez – Giusso, largo san Giovanni Maggiore 30
Cenni storici e architettonici:
Il primo nucleo fu nel IX secolo la Canonica dei preti officianti in San Giovanni Maggiore.
Nel ‘500 Ferdinando il Cattolico lo donò al suo viceré Consalvo di Cordova, conquistatore del regno di Napoli, espropriando il precedente proprietario Pirro Del Balzo.
Alfonso Sanchez, marchese di Grottola, Tesoriere del regno , lo acquista nel 1566 e inizia dei lavori di ristrutturazione e ampliamento. Nel 1569 un nubifragio rovina alcune case confinanti appartenenti al monastero di San Demetrio nonché alcune costruzioni accessorie di san Giovanni maggiore, per cui il Sanchez ne approfitta per impadronirsi dello spazio dell’intero isolato (evento raro nel centro antico) che dal lato ovest confina con il nuovo largo Banchi Nuovi.
Entro la fine del Seicento dovette essere realizzato l’apparato decorativo delle aperture interne ed esterne con le cornici in piperno.
Nel 1645 il palazzo venne acquistato dal cardinale Ascanio Filomarino che fece realizzare il portale principale in piperno apponendovi il suo stemma.
Dopo successivi danneggiamenti durante i moti di Masaniello e poi nel 1791, il palazzo venne saccheggiato e gravemente danneggiato durante i moti del 1799 e in quella occasione vennero uccisi per le loro simpatie giacobine i due fratelli Clemente e Ascanio Filomarino (nipoti del cardinale) eminentissimi studiosi e collezionisti d’arte.
Dopo altri passaggi di proprietà il palazzo fu acquistato dalla famiglia Giusso di banchieri genovesi, che nel 1932 lo donarono all’Istituto Universitario Orientale che ne fece la sua sede principale abbandonando la sua sede storica in Salita dei Cinesi.
Da Napoli Atlante della città storica – Quartieri bassi e Risanamento di Italo Ferraro Napoli 2002 e da Palazzi di Napoli di Aurelio De Rose Roma 2001.