Cappella Capece Minutolo, transetto destro del Duomo di Napoli
Cenni storici:
Nell’VIII-IX secolo il Vescovo Stefano II fece costruire sul fronte della antica cattedrale Stefania verso il Decumano due torri e sotto quella orientale una chiesa dedicata a San Pietro.
Le prime informazioni sulla cappella Minutolo posta all’angolo destro del presbiterio del nuovo duomo si hanno invece a partire dal 1301, anno a cui risale il sepolcro di Filippo Minutolo, sulla parete destra, mentre alla metà dello stesso secolo risale il sarcofago di Orso Minutolo (o Urso) sulla parete sinistra.
In questo periodo la cappella continuò ad esser dedicata a San Pietro e ad esso si aggiunse anche Sant’Anastasia nella denominazione ufficiale a partire dal 1389.
Tuttavia per affidare il patronato della stessa cappella alla famiglia dei Capece Minutolo, che ancora oggi ne detiene la podestà, come ricorda la scritta marmorea gotico-latina sul pavimento che ne anticipa l’ingresso, delimitando dunque lo spazio privato della cappella rispetto al resto dell’edificio religioso appartenente alla curia arcivescovile, si deve aspettare il 1402, con l’arcivescovo Enrico Minutolo che chiese e ottenne i permessi per un ampliamento dello spazio della cappella con la costruzione della tribuna, dove sarà poi collocato nel 1405 il suo stesso monumento funebre.
Il nome del cardinale Enrico Minutolo è legato ai lavori di restauro della facciata del Duomo a seguito del terremoto del 1349. In tale occasione il Minutolo incaricò lo scultore Baboccio di scolpire i nuovi portali tardogotici del duomo tuttora esistenti: nella lunetta del portale principale è effigiato lo stesso cardinale accanto alla Vergine e a San Gennaro.
Chiusa generalmente al pubblico, la cappella viene aperta solo di rado o per celebrare i matrimoni di famiglia Minutolo; in tale occasione viene aperto anche il portale d’ingresso di destra del duomo, in linea con la cappella. Tutto questo sulla base di un contratto notarile tra la famiglia e l’Arcivescovado stipulato nel 1935.
Aspetti artistici:
Il monumento funebre di Enrico Minutolo posto nella tribuna della cappella, di autore ignoto operante a Roma nel Quattrocento, riprende lo schema dei mausolei gotici importato a Napoli da Tino da Camaino con sarcofago decorato sul fronte con altorilievi, retto da cariatidi , camera funebre sormontata da un crocifisso con angeli reggicortina e il tutto contenuto da un tabernacolo gotico.
Sul lato destro della cappella è il sepolcro dell’arcivescovo, citato nella novella del Boccaccio Andreuccio da Perugia, e a sinistra il sepolcro del cardinale Orso Minutolo.
Le pareti sono ricoperte da affreschi in cattivo stato di conservazione ad eccezione della parete di fondo con Storie della Passione di Cristo di autore ignoto del Quattrocento.
Il pavimento è cosmatesco e quindi opera di artigiani romani risalente probabilmente ad un secolo prima.
Fonti utilizzate:
Napoli Atlante della città storica – Centro Antico di Italo Ferraro Napoli 2002, Guida Sacra della città di Napoli di Gennaro Aspreno Galante Napoli 1872, Wikipedia